Intervista con...: Fabio Morzenti
A cosa serve un Direttore Artistico in un’associazione di questo tipo?
Fondamentalmente il mio compito può essere sintetizzato in alcuni compiti:- proporre progetti realmente realizzabili evitando di addentrarsi in ambiti troppo complessi e quindi irrealizzabili (senza nulla togliere alla validità di tali contenuti)
- cercare di ottenere da ognuno il proprio meglio, per poi valorizzarne i risultati ottenuti
- scegliere docenti preparati ma allo stesso modo che siano ancora mossi dal “sacro fuoco della passione”, fattore fondamentale per affrontare una sfida come la nostra senza anteporre il denaro
- dare a tutti il giusto stimolo o motivazione per trovare il tempo di studiare il proprio strumento
- mantenere costantemente rapporti diretti con tutti i componenti dell’associazione
Come è il rapporto con il Consiglio Direttivo?
Il rapporto con il Consiglio Direttivo è molto sereno e sempre nel rispetto dei compiti che ognuno deve svolgere.
Tutte le decisioni sono sempre state prese con il consenso di tutti, naturalmente non sono mancati momenti di disaccordo ma come dice un mio vecchio amico “quattro occhi vedono meglio di due”, quindi benvengano le discussioni perché maggiore è il confronto e più si risulterà obiettivi e giusti agli occhi di tutti.
Come è il rapporto con gli strumentisti e gli allievi?
A differenza del rapporto con i consiglieri, con gli strumentisti dell’ensemble e gli allievi iscritti ai corsi di musica ,ai quali tengo il corso di teoria, capita più frequentemente di essere “mal visto” perché in questi ambiti devo valutare il risultato finale e quando questo non è proporzionato alle capacità del soggetto devo richiamarlo più o meno pesantemente a seconda del grado di inadempienza.
Come è il rapporto con i docenti?
Con i colleghi il rapporto è basato sul reciproco rispetto professionale di ognuno ma nella consapevolezza che si deve remare tutti nella medesima direzione, direzione che è compito mio dettare in linea generale.
L’aumento i alcuni momenti quasi esponenziale, nel corso di questi anni, degli iscritti ai corsi è la testimonianza delle capacità dei docenti e della validità del progetto in senso generale.
Un aspetto positivo e uno negativo nella gestione di questi anni?
Sicuramente sono molto contento per l’entusiasmo e la riconoscenza dimostrata dalle famiglie per il servizio che abbiamo offerto attraverso i corsi, ricordo che ai nostri corsi sono iscritti molti bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, per l’entusiasmo che il pubblico ci ha sempre riservato nel corso dei concerti del gruppo strumentale e per l’accresciuta consapevolezza da parte di tutti i membri di avere attivato un’organizzazione ben strutturata e con obiettivi molto ambiziosi.
Più che di aspetto negativo parlerei di rammarico per non essere riuscito a mantenere attivo ed operativo il “gruppo banda” ma i ragazzi, come evidenziato dai grafici visibili nel sito, piuttosto che studiare il clarinetto o la tromba (strumenti fondamentali per questa formazione strumentale) preferiscono la chitarra o il pianoforte.
Voglio comunque sottolineare il fatto che è mia intenzione (e di tutto il Consiglio Direttivo) tenere accesa la tradizione bandistica alla quale siamo tutti molto legati, io stesso ho mosso i primi passi nel mondo della musica suonando in una banda, attraverso interventi e strategie per invogliare i giovani ad intraprendere lo studio di strumenti a fiato.
Cosa si aspetta nel prossimo futuro?
Spero che in tutti i componenti dell’associazione resti vivo lo spirito di sacrificio e la passione per la musica, fattori essenziali per mantenere in vita queste realtà, e di potere realizzare alcuni progetti che potrebbero dare un’importante spinta innovativa a noi ed al nostro paese.
Un pensiero di chiusura?
Permettetemi di ringraziare in modo particolare il Presidente Sig. Pesenti Francesco, i Consiglieri Musitelli Pietro, Milesi Omar e Genini Filippo verso i quali nutro sentimenti di riconoscenza per la stima e la fiducia sempre dimostrata nei mie confronti.
“La musica arriva al cuore ed ogni cuore ha diritto di ascoltarla”.
